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martedì 12 febbraio 2013

Lo sciopero visto dalle mamme

Il 12 febbraio 2013 è una data che verrà ricordata nella storia dell'ostetricia italiana come la data del primo sciopero nazionale di ostetriche e ginecologi dei punti nascita. Ciò che si rivendica sono i diritti dei professionisti sanitari a poter lavorare in condizioni ottimali per garantire la salute delle mamme e dei bambini, e nello stesso momento manifestare scontento verso l'attuale situazione del contenzioso medico-legale in ostetricia.
La notizia delle dimissioni del Papa, apparendo in prima pagina su tutti i giornali e aprendo tutti i notiziari radio e tv, ne ha certamente in parte oscurato l'eco mediatico. Mentre ci chiediamo se questo possa essere un bene o un male, uno sfortunato scherzo del destino o una fortunata coincidenza, lasciamo la parola ad una mamma che, armata di tanta fantasia e voglia di mettersi in gioco, ha avuto la voglia e il coraggio di dire la sua, di esprimere la propria visione dei fatti, comune ad altre mamme, aiutandosi con la musica. 
Chissà che cosa ne pensano altre sue "colleghe", le altre mamme italiane.

RAP PARTO NATURALE - SCIOPERO SALE PARTO



"Il 12 febbraio 2013 sciopereranno per la prima volta gli operatori delle sale parto italiane.
Hanno dichiarato: assisteremo solo le urgenze, saranno rimandati i due terzi delle nascite.
Abbiamo riflettuto su queste parole e celebriamo a nostro modo poichè ogni intervento non necessario non è solo superfluo ma addirittura dannoso per la salute psico-fisica di mamma e bambino.
Il forum PartoNaturale è attivo nella promozione di un parto rispettoso.


Ecco il testo:

"Voglio partorire il 12 febbraio

qualunque altra data sì che sarebbe un guaio
quel giorno finalmente (tu sai la novità?),
interverranno solo se ce n'è necessità!

Mi sembra un controsenso: che fanno gli altri giorni?
Se non è necessario, che fretta c'è che sforni?
La fretta non è nostra né del bimbo che portiamo
Non ti stupire se qualche domanda ci facciamo

Ascoltami sorella munita di panzona,
tu sai già forse un po' come di solito funziona:
ci sono l'orologio, l'agenda, il calendario,
le ferie, i turni, i ruoli, la carriera del primario...

Così succede spesso che seduto a tavolino
qualcuno stabilisca quando nascerà il bambino,
due o tre parole giuste, la mamma si convince
e sopra ad ogni cosa l'interesse è quel che vince.

Sciopero del cesareo programmato
Sciopero del parto pilotato,
Sciopero del gel alla prostaglandina
e delle flebo d'ossitocina

Sciopero di kristeller ed amnioressi
Sciopero di "aiutini" ed altri annessi
Sciopero dei tagli regalati
Per un giorno solo parti rispettati

Han fatto i protocolli per pararsi il fondoschiena,
mi sono già scottata e sono diventata IENA,
facciamone un falò, un gran fuoco che brucia,
ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia.

Ascoltami sorella, rimani pur serena,
ascolta la canzone che ti canta questa iena:
lo sciopero è una manna, una benedizione
se è sciopero d'inutile medicalizzazione!

Sciopero dell'episiotomia
Sciopero, le forbici metti via
Sciopero del "taglia, tira e spingi"
e del "sopporta, sorridi e fingi"

Sciopero dell'ecografo-astronave
Sciopero, il tocografo è sottochiave
Sciopero di tutte le induzioni
E di tutte le rotture di ***

Ascoltami sorella, non aver paura,
il 12 febbraio sarai ancora più sicura
saranno garantiti gli interventi salvavita
e tutto il resto è solo un'inutile ferita.

Sapete siam perfette, siamo meravigliose
Ma spesso siamo viste come bombe inesplose
E' vero, abbiamo in cuore un gran fuoco che brucia,
ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia.

Sciopero
E' vero, abbiamo in cuore un gran fuoco che brucia,
Sciopero
ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia."


venerdì 11 gennaio 2013

CONOSCERE PER SCEGLIERE: la scelta informata e consapevole

"Dove andrai a partorire?"
"Farai il cesareo?"
"Sceglierai l'epidurale?"
"Lo allatterai a orari o a richiesta?"
"Dormirà nella vostra stanza?"
"Gli darai il ciuccio?" 
eccetera eccetera...

Ancor prima di poter vedere, annusare e stringere a sé il proprio bambino, i futuri genitori vengono quotidianamente sommersi di domande da amici, parenti, colleghi e conoscenti, domande sulle scelte legate la nascita e l'accudimento del loro piccolo. E, com'è ovvio che sia, tanti, tantissimi interrogativi nascono proprio all'interno della coppia.
Partendo dal presupposto che dare alla luce e crescere un bambino non è un evento programmabile (ogni bambino è una persona a sé, ogni gravidanza è un percorso diverso, ogni nascita è imparagonabile...ciascuno è un magico universo unico ed irripetibile!), ci sono  determinate scelte che possono fare la differenza.
Sappiamo ovviamente che quanto meno ci discostiamo dalla natura, e quanto più ci affidiamo ad essa e la seguiamo, più benefici potremo ottenere in termini di salute (allattamento materno al seno, nascita naturale, rispetto dei tempi e delle necessità fisiologiche...). Tuttavia, proprio perché viviamo in una moltitudine di colori, caratteristiche, desideri, bisogni e relazioni affettive diverse, non possiamo sempre generalizzare: ciò che sarà il meglio per una famiglia, potrebbe essere la cosa peggiore per un'altra. 


Nel marasma delle possibilità e delle domande, dunque, come orientarsi per poter scegliere ciò che per noi rappresenta il meglio, la scelta più adatta, l'abito cucito su misura?
L'unico strumento - potentissimo! - che abbiamo è quello dell'informazione. Che si tratti di alimentazione, di nanna, di parto, di vaccinazioni pediatriche, informarsi è quello che fa la differenza. Quello che consente ad una coppia di capire e comprendere. Quello che ci permette di trovare, tra le tante strade, quella che può condurci al benessere, e percorrerla  con serenità.

Di cosa si parla quando si dice "scelta informata e consapevole"?
Se mi informo, conosco. Se conosco, ho tra le mani tanti elementi che mi consentono di capire: posso comprendere di cosa si parla, ho la possibilità di guardare un dato argomento  da un punto di vista che non avevo mai preso in considerazione prima, ho davanti a me tutta la reale gamma dei pro e dei contro, posso parlarne, discutere, ampliare ancora di più le conoscenze. Se conosco e comprendo, allora sono consapevole. Se sono consapevole, posso scegliere in coscienza, forte del mio bagaglio di informazioni, conoscenza, cultura.

Un esempio? Avete mai provato a pensare che il luogo scelto per la nascita del nostro bambino possa aver poco a che fare con il luogo in cui esercita il nostro ginecologo? Il fatto che lavori presso una data struttura non ci consentirà in automatico di vivere il parto come lo vorremmo, e nessuno stenderà tappeti rossi al nostro ingresso o ci aiuterà in modo particolare in caso di bisogno o emergenza, non più di quanto non avverrebbe per chiunque altro. Avete mai provato a pensare, invece, che se quello che sognate è una nascita quanto più possibile indisturbata, rispettosa dei tempi, o per lo meno non ingiustamente medicalizzata, occorre informarsi circa i protocolli in uso e le metodiche assistenziali (induzione per gravidanza oltre il termine, induzione per rottura delle membrane fuori travaglio, uso del tracciato di routine in travaglio, personale ostetrico dedicato, uso della vasca, timing del primo bagnetto...) e le percentuali di episiotomia e di taglio cesareo? Avere in mano determinate informazioni e dati può aiutarci nella scelta della struttura più affine al nostro pensiero e ai nostri bisogni

Tuttavia, non sempre è dato sapere. Ovviamente, e giustamente, ci si affida alla persona che abbiamo scelto per accompagnarci in questo percorso o che ci capita di incontrare (ostetriche, ginecologo, pediatra...). Ma se alcune informazioni o indicazioni vi vengono fornite senza una reale spiegazione, chiedete di più, chiedete chiarimenti: è un vostro diritto essere informati sul serio.
Un altro esempio? Molte famiglie vivono la frustrazione di aver presto abbandonato l'allattamento al seno, o di non essere mai riusciti ad allattare "perché non c'era latte". In realtà, spesso la causa è da imputare ad errori nell'assistenza dei primi importanti e dedicati (ma non irrimediabili!!) giorni, in cui un approccio sbagliato rischia di non mettere le madri nelle ottimali condizioni di partenza: uso del ciuccio, soluzione glucosata e pasti di formulato artificiale per calmare il neonato, per "non farlo morire di fare", per "non farlo calare troppo  di peso altrimenti dovete rimanere in ospedale un altro giorno come minimo". Queste motivazioni utilizzate tra le 0 e le 48 ore di vita del bambino, soprattutto se in condizioni di fisiologia, non hanno senso di esistere. In caso di problemi nell'attacco al seno, l'unica cosa da fare è essere aiutati a dovere da chi di competenza nel riuscirci. E se fosse indispensabile dare aggiunte, utilizzare il latte materno spremuto o tirato dal seno, non il formulato.

Ci piace pensare a questo concetto: le scelte non si dividono in giuste o sbagliate. Chi mai farebbe per se stesso, in partenza, una scelta sbagliata? Le scelte sbagliate derivano solo da una non reale conoscenza delle cose. Da una mancata informazione. Da una non consapevolezza. Si tratta dunque di una scelta non realmente e profondamente consapevole. Se stiamo facendo delle scelte per noi e per il nostro bambino, possiamo allora provare ad andare oltre al comune "sentito dire", ai commenti della zia Ada, ai rimproveri della nonna Pina.

Ma soprattutto. 
C'è una cosa, dentro noi, che a volte ci rifiutiamo di ascoltare, preferendo affidarci ai consigli dell'esperto di turno. Questa cosa è il nostro cuore. 
Insieme alle informazioni che possiamo avere, insieme alla conoscenza e alle scelte razionali, osserviamo il nostro bambino con gli occhi del cuore, e seguiamo quello che la nostra anima ci suggerisce. Lasciamoci guidare dal nostro piccolo, che è un grande e meraviglioso saggio, consapevole ed informato a dovere di quello di cui ha bisogno.




giovedì 2 agosto 2012

...parlano ancora di noi!

Ecco un altro bell'articolo dove si parla di noi e di MILELE, uscito martedì 31 luglio sul "Giornale di Desio".



lunedì 4 giugno 2012

Poter scegliere: IL PIANO DEL PARTO


Durante la gravidanza, a tutte le coppie capita di fantasticare sulla nascita del proprio bambino. Si pensa a come sarà, a come si manifesteranno le prime avvisaglie, a quanto sarà intenso il dolore, ci si chiede se andrà tutto bene. Per chi ha scelto di partorire in ospedale (ricordiamo che i bambini possono nascere in sicurezza anche a casa o in casa maternità) le domande e le incertezze aumentano: chi incontrerò in sala parto? Mi sarà permesso muovermi come desidero? Potrò mangiare e bere? Dovrò stare attaccata al cardiotocografo per l’esecuzione del tracciato? Mi faranno flebo? In che posizione potrò partorire? Dove verrà portato il bambino dopo la nascita? Il papà potrà assistere al bagnetto?...e tante altre ancora. Di fronte a queste incognite relativamente ai protocolli vigenti in ogni struttura ospedaliera o alle modalità assistenziali delle singole ostetriche che si potranno incontrare, proponiamo a tutte le coppie uno strumento facile ed utile che possa consentire una rapida comunicazione con le ostetriche e il personale ospedaliero che vi accompagnerà nel magico momento della nascita del vostro bambino: IL PIANO DEL PARTO.




Questo strumento, molto utilizzato nei Paesi anglosassoni e del Nord Europa, è in via di diffusione anche in Italia. Consiste in un semplice e chiaro elenco dei desideri e delle volontà della coppia relative alla nascita e alle cure assistenziali dei giorni di degenza in ospedale. Questo documento, datato e firmato da entrambi i genitori, o almeno dalla donna, è da consegnare all’ingresso in ospedale alle ostetriche di turno, e verrà conservato nella cartella clinica. Consente una rapida e facile comunicazione tra la coppia e il personale ospedaliero, ponendo in evidenza quali possono essere per voi i punti importanti ed irrinunciabili (salvo situazioni di urgenza/emergenza) del momento della nascita del vostro bambino, avendo come obiettivo il garantirvi un’esperienza il più possibile vicina al vostro sentire, ai vostri sogni, bisogni, desideri.


In base alle evidenze scientifiche, ai protocolli internazionali e ai più recenti studi in linea con un’assistenza rispettosa della naturalità dell’evento, vi proponiamo un esempio, una traccia di come poter scrivere il vostro piano del parto. Il nostro consiglio è quello di lavorare insieme come coppia, immaginando come vi piacerebbe accogliere il vostro bambino e cosa ritenete importante per voi e per lui in quei momenti, modificando a vostro piacimento questo documento. Farvi aiutare da un’ostetrica per la compilazione può facilitarvi nella comprensione di alcune procedure assistenziali elencate in questo esempio, e i loro rischi e benefici per voi e per il bambino.

Buon lavoro…e buona nascita!


PIANO DEL PARTO

Al Direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia (cognome e nome)…
All’Ostetrica Coordinatrice (cognome e nome)…
Alle ostetriche e al personale della sala parto, del reparto di degenza e del nido
dell’Azienda Ospedaliera…

Ci chiamiamo XX YY e ZZ QQ. La data presunta del parto è il X/XX/XXXX, e insieme abbiamo scelto di partorire presso il vostro ospedale. Sicuramente comprenderete l’importanza che ha per noi e la nostra famiglia questo evento. Durante il periodo della gravidanza, abbiamo avuto la possibilità di lavorare e riflettere sui bisogni nostri e di AAA, il nostro bambino, relativamente al momento del parto e ai giorni di degenza in ospedale. A tal proposito, per poter vivere serenamente e consapevolmente la nascita di nostro figlio, abbiamo maturato alcune richieste per noi molto importanti. Vorremmo:
  • poter stare insieme per tutto il tempo del travaglio e del parto;
  • poter godere di un ambiente intimo ed un’atmosfera rilassante (luce debole, riduzione al massimo delle intromissioni, rispetto dell’intimità dell’evento, ecc);
  • poter mangiare e bere liberamente durante il travaglio;
  • che non venissero utilizzati farmaci durante il travaglio di routine, e che non fosse accelerato di routine con ossitocina;
  • che le membrane non fossero rotte artificialmente di routine;
  • poter godere del movimento libero durante il travaglio;
  • che non venissero praticati il clistere e la rasatura del pube;
  • ricevere sostegno per assumere la posizione che meglio potrà consentire di accompagnare con le spinte la nascita di nostro figlio durante il parto;
  • che non fosse praticata di routine l’episiotomia;
  • che non fosse eseguita per nessun motivo la manovra di Kristeller;
  • poter accogliere tra le braccia il bambino subito dopo il parto favorendo il contatto pelle a pelle;
  • che il clampaggio del cordone fosse ritardato attendendone la naturale fine della pulsazione;
  • che non fosse praticata l’aspirazione delle vie aeree di routine del bambino;
  • che le procedure di lavaggio e vestizione del neonato venissero ritardate di almeno un’ora dopo la nascita, favorendo il contatto e la relazione mamma-bambino;
  • che il bambino fosse alimentato al seno con il colostro/latte materno, e che non gli venissero somministrati altri alimenti in nostra assenza e senza il nostro consenso, compresa la soluzione glucosata;
  • che non fosse dato il ciuccio al bambino senza il nostro consenso;
  • poter essere adeguatamente informati, dedicando il giusto tempo alla comunicazione, su qualsiasi pratica medicalizzante dovesse rendersi necessaria durante il percorso.

Queste richieste sono state ideate in accordo con le evidenze scientifiche ed in linea con i protocolli OMS sul parto fisiologico e successive appendici. Siamo consapevoli del fatto che qualora si presentasse una reale necessità di intervenire non esiteremo a seguire le indicazioni ostetriche e mediche.
Fiduciosi dell’accoglienza di queste richieste, ringraziamo tutto il personale che ci seguirà in questo evento così importante per noi.

Data                                                                                                                                     
Firma   


Bibliografia
- Gaskin I. M. (2004) La gioia del parto. Segreti e virtù del corpo femminile durante il travaglio e la nascita. Pavia: Bonomi Editore
- World Health Organization (2006) Pregnancy, childbirth, postpartum and newborn care: a guide for essential practice. Ginevra: World Health Organization
- National Institute for Health and Clinical Excellence, National Collaborative Centre for Women’s and Children’s Health (2007) Intrapartum Care: care of healthy women and their babies during childbirth. Londra: National Institute for Health and Clinical Excellence
- Schmid V. (2010) Apprendere la maternità. Le nuove sfide di oggi, tra natura e cultura. Milano: URRA
- Marchi A. (2011) Midwifery Arte Ostetrica Ritrovata: Travaglio e parto fisiologico. Chirurgia tradizionale ed endoscopica in ostetricia e ginecologia. Siena: Cantagalli